martedì 21 marzo 2017

                                          

La Quaresima nella tradizione Bizantina
PER NON RENDERE INUTILE IL DIGIUNO
di Manuel Nin
"Digiunando dai cibi, anima mia, senza purificarti dalle passioni, invano ti rallegri per l'astinenza, perché se essa non diviene per te occasione di correzione, sei in odio a Dio come menzognera e ti rendi simile ai perfidi demoni che non si cibano mai. Non rendere dunque inutile il digiuno peccando, ma rimani irremovibile sotto gli impulsi sregolati, facendo conto di stare presso il Salvatore crocifisso, o meglio di essere crocifissa insieme a Colui che per te è stato crocifisso, gridando a lui:  ricordati di me Signore, quando verrai nel tuo regno". Questo tropario della terza settimana della pre-quaresima nella tradizione bizantina, riassume in modo incisivo quello che è il periodo quaresimale di qualsiasi tradizione cristiana:  il digiuno e l'astinenza sono vani se non corrispondono a una vera conversione del cuore.
Nella tradizione bizantina il periodo di dieci settimane che precede la Pasqua viene chiamato Triodion - nome che indica le tre odi bibliche cantate nell'ufficiatura mattutina - e comprende la pre-quaresima e la quaresima. Il periodo pre-quaresimale è comune a tutte le tradizioni liturgiche cristiane, dal Triodion bizantino, al Digiuno dei niniviti siriaco, al Digiuno di Giona dei copti, alla Settuagesima nell'antica tradizione latina.
La quaresima bizantina vera e propria comprende quaranta giorni - dal lunedì della prima settimana al venerdì prima della domenica delle Palme - e svolge le settimane dal lunedì alla domenica, presentando il cammino settimanale verso la domenica a modello della stessa quaresima verso la Pasqua. Inoltre fa una chiara distinzione tra il sabato e la domenica e gli altri giorni:  nei primi si celebra la Divina liturgia (domenica con l'anafora di san Basilio, sabato con quella di san Giovanni Crisostomo), mentre nei giorni feriali solo l'ufficiatura delle ore, con l'aggiunta durante il vespro del mercoledì e del venerdì della liturgia dei Presantificati, cioè la comunione con il Corpo e il Sangue del Signore consacrati la domenica precedente.
La quaresima bizantina è un periodo molto ricco nella scelta dei testi biblici:  salmi, letture; nell'innografia e nelle letture dei padri. I testi innografici si soffermano soprattutto sul tema dell'anima umana, dominata dal peccato, che trova per mezzo della quaresima la possibilità della salvezza. Nelle quattro domeniche della pre-quaresima troviamo i grandi temi che segneranno il percorso quaresimale:  l'umiltà (domenica del pubblicano e del fariseo); il ritorno a Dio misericordioso (domenica del figlio prodigo); il giudizio finale (domenica di carnevale), il perdono (domenica dei latticini). In quest'ultima domenica viene commemorata l'espulsione di Adamo dal paradiso:  Adamo, creato da Dio per vivere in comunione con lui nel paradiso, a causa del peccato ne è stato cacciato, ma nella quaresima comincia il cammino di ritorno che culminerà quando Cristo stesso, nel mistero pasquale, scende negli inferi e gli dà la sua mano per levarlo dalla morte e riportarlo in paradiso, che viene quasi personificato nella preghiera della Chiesa. Alla fine del vespro della quarta domenica si celebra il rito del perdono con cui si inizia la quaresima.
La quaresima dura quaranta giorni, con cinque domeniche. In ciascuna di esse vediamo un doppio aspetto:  da una parte le letture bibliche che preparano al battesimo, dall'altra gli aspetti storici o agiografici. Nella domenica dell'ortodossia la vocazione di Filippo e Natanaele è modello della vocazione di ogni essere umano e si celebra il trionfo dell'ortodossia sull'iconoclasmo e il ristabilimento della venerazione delle icone. Nella domenica di san Gregorio Palamas si ricorda la fede del paralitico guarito da Cristo. La domenica dell'esaltazione della santa Croce è dedicata alla venerazione della Croce vittoriosa di Cristo, portata solennemente al centro della chiesa e venerata dai fedeli per tutta la settimana come segno di vittoria e di gioia, non di sofferenza. Nella domenica di san Giovanni Climaco, modello di ascesi, si celebra la guarigione dell'indemoniato, e in quella di santa Maria Egiziaca, modello di pentimento, l'annuncio della risurrezione. Il sabato della quinta settimana si canta l'inno Akathistos, ufficiatura dedicata alla Madre di Dio.
La sesta e ultima settimana di quaresima, chiamata delle Palme, ha come centro la figura di Lazzaro, l'amico del Signore, dal momento della malattia, fino alla morte e alla sua risurrezione. I testi liturgici ci fanno avvicinare a quello che si manifesterà pienamente nei giorni della Settimana santa, cioè la filantropia di Dio manifestata in Cristo, il suo amore reale e concreto per l'uomo. Tutta la settimana viene inquadrata nella contemplazione dell'incontro ormai vicino tra Gesù e la morte, quella dell'amico per primo, quella propria la settimana dopo. I testi liturgici riescono a coinvolgerci in questo cammino di Gesù verso Betania, verso Gerusalemme.
Nella liturgia bizantina non siamo mai spettatori, ma sempre partecipanti e concelebranti, presenti nella liturgia e nell'evento di salvezza che la liturgia celebra. Col vespro del sabato di Lazzaro  si  conclude  il  periodo  quaresimale.Lungo l'intera quaresima, la tradizione bizantina recita alla fine di tutte le ore dell'ufficiatura la preghiera attribuita a sant'Efrem il Siro, che riassume il cammino di conversione di ogni cristiano:  "Signore e sovrano della mia vita, non darmi uno spirito di pigrizia, d'indolenza, di superbia, di vaniloquio. Dà a me, tuo servitore, uno spirito di sapienza, di umiltà, di pazienza e di amore. Sì, Signore e re, dammi di vedere i miei peccati e di non condannare mio fratello, perché tu sei benedetto nei secoli".
(l'Osservatore Romano 25 febbraio 2009)

giovedì 16 marzo 2017

Sant’Atanasio dei Greci
chiesa cattolica di rito greco bizantino
Via del Babuino, Roma

Grande Quaresima 2017

1° marzo, mercoledì
Liturgia dei Presantificati
19.00
3 marzo, venerdì
Ufficio dell’Akathistos (1a stasi)
19.00
4 marzo, sabato
Vespro
19,00
5 marzo, 1a dom. di Quaresima
Divina Liturgia di S. Basilio e processione con le icone
10,30
8 marzo, mercoledì
Liturgia dei Presantificati
19,00
10 marzo, venerdì
Ufficio dell’Akathistos (2a stasi)
19,00
11 marzo, sabato
Vespro
19,00
12 marzo, 2a dom. di Quaresima
Divina liturgia di S. Basilio
10,30
14 marzo, martedì S. Benedetto
Liturgia dei Presantificati
19,00
15 marzo, mercoledì
Liturgia dei Presantificati
19,00
17 marzo, venerdì
Ufficio dell’Akathistos (3a stasi)
19,00
18 marzo, sabato
Vespro
19,00
19 marzo 3a dom. di Quaresima
Divina Liturgia di S. Basilio e adorazione della Ss.ma Croce
10,30
22 marzo, mercoledì
Liturgia dei Presantificati
19,00
24 marzo, venerdì
Vespro Annunciazione e Ufficio dell’Akathistos (4a stasi)
18,30
26 marzo, 4a dom. di Quaresima
Divina liturgia di S. Basilio
10,30
29 marzo, mercoledì
Liturgia dei Presantificati
19,00
31 marzo, venerdì
Ufficio dell’Akathistos (intero)
18,30
1° aprile, sabato
Vespro
19,00
2 aprile, 5a dom. di Quaresima
Divina liturgia di S. Basilio
10,30
5 aprile, mercoledì
Liturgia dei Presantificati
19,00
7 aprile, venerdì
Liturgia dei Presantificati e kalimera di Lazzaro
19,00
8 aprile, sabato
Vespro
19,00
9 aprile, dom. delle Palme
Divina liturgia di S. Giovanni Crisostomo e benedizione delle Palme
10,30


martedì 2 febbraio 2016

Nomina del nuovo Esarca Apostolico per i Cattolici di rito bizantino in Grecia


Il Papa ha nominato Esarca Apostolico per i Cattolici di rito bizantino in Grecia
 il Rev.do Archimandrita Manuel Nin, O.S.B.
 finora Rettore del Pontificio Collegio Greco a Roma, elevandolo in pari tempo alla sede titolare vescovile di Carcabia.




 Il Rev.do Archimandrita Manuel Nin, O.S.B., è nato il 20 agosto 1956 a El Vendrell, arcidiocesi di Tarragona (Spagna). Compiuti gli studi primari e secondari, è entrato nel Monastero Benedettino di Monserrat per il noviziato, ha emesso i primi voti il 26 aprile 1977, la solenne professione monastica nel 1980 ed è stato ordinato presbitero il 18 aprile 1998.
Trasferitosi a Roma, ha continuato gli studi negli Istituti e Facoltà teologiche dell’Urbe. Si è laureato in Teologia con specializzazione in Patrologia.
Prevalentemente, si è dedicato all’insegnamento ed è tutt’ora impegnato in una intensa attività didattica. È stato Padre Spirituale del Pontificio Collegio Greco e dal 1999 è Rettore dello stesso.
In seno al suo Ordine è stato primo Assistente dell’Abate Presidente della Congregazione sublacense-cassinese.
È Consultore dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
È membro della Commissione Liturgica della Congregazione per le Chiese Orientali.
Oltre al catalano e allo spagnolo, conosce il greco, il latino, il siriaco, l’italiano, il francese e l’inglese.

 Al Nuovo Esarca giungano i migliori ed  affettuosi auguri da alunni, ex alunni di questo Pontificio Collegio e da tutte le persone care che durante questi anni lo hanno conosciuto e saputo apprezzare;  affinche sia un Buon Pastore per tutto il gregge a lui affidatogli. 

Εις πολλά έτη Δέσποτα


mercoledì 12 agosto 2015

La Dormizione di Maria nell’innografia siro orientale.



Oggi il cielo dei cieli la canta sorella

La tradizione siro orientale, a cui appartengono la Chiesa Assira e la Chiesa Caldea, ha dei testi innografici notevoli per le feste della Santissima Vergine Maria. Molti di questi testi, in forma innorafica, sono entrati nei libri liturgici per le diverse festività, e specialmente gli inni di Giorgio Warda, autore vissuto tra a fine del XII e l’inizio del XIII secolo ad Arbela, nell’attuale Iraq. Il nome Warda (che significa rosa in siriaco) è un soprannome legato alla raccolta delle sue composizioni poetiche nei libri liturgici siro orientali. Si tratta di poemi teologici e omelie metriche per le feste liturgiche del Signore, della Vergine Maria e dei santi. In due dei suoi inni dedicati a Maria, troviamo approfondito il tema del suo transito in cielo. Sono dei testi in cui l’autore medita il mistero di Maria, vergine e madre di Cristo Redentore dell’uomo. Queste righe, ispirate ai testi di una delle tradizioni teologiche e liturgiche del prossimo Oriente cristiano, vogliono essere anche una forma di preghiera e di vicinanza umana e cristiana a tanti cristiani della tradizione siro orientale e delle altre tradizioni cristiane sofferenti e martirizzati nei nostri giorni in Oriente ed ovunque. 
Giorgio inizia tutti e due i suoi inni applicando a Maria tutta una serie di titoli cristologici e quindi mariologici presi dai testi e dai fatti veterotestamentari: “Se io la chiamassi (Maria) terra, sarei un insensato, perché so che lei non ha chi le somigli sulla terra… La potrei paragonare al giardino i cui quattro fiumi, ai quattro angoli, si dividevano? Ma la sorgente che scorreva dal paradiso non ha salvato nessuno… Da Maria invece è zampillata una fonte, che quattro bocche hanno sparso, la quale inebriò tutta la terra…”. E quindi Giorgio prosegue il suo paragone esegetico trattenendosi su alcune figure e personaggi presi dal libro della Genesi, cioè l’albero, l’arca, la roccia, il roveto: “Lei è l’albero stupendo che produsse il frutto meraviglioso… Lei è l’arca fatta di carne in cui si riposò il vero Noè… Lei è la figlia di Abramo che Adamo prevedeva in figura; portò il figlio e Signore di Abramo… Lei è la roccia donde sorse una fonte… Lei è il roveto prodigioso arso dal fuoco, in cui abitò per nove mesi il fuoco incandescente…”. 
Nella parte centrale di ambedue gli inni, il poeta canta il mistero della morte di Maria. Seguendo la tradizione degli apocrifi, Giorgio descrive si potrebbe dire tutta la liturgia celebrata nella piena comunione tra il cielo e la terra. In primo luogo descrive la presenza, quasi vedendo e contemplando la rappresentazione iconografica della festa, di tutti i personaggi venuti dal cielo per celebrare Maria nel suo transito: “Nel giorno della separazione del corpo dalla gloriosa anima, gli angeli solennemente si precipitarono dal cielo per rendere omaggio a lei…, dal seno della quale zampillava la vita per tutto il genere umano! Gli angeli vennero dall’alto, i profeti risuscitarono, gli apostoli venero dai quattro venti per celebrare la sua gloria”. Quasi facendo un parallelo tra la morte e risurrezione di Cristo, e quella di sua Madre, Giorgio Warda canta la pasqua di Maria facendovi presente anche la figura di Adamo e della sua discendenza: “Venne Adamo, che era stato ucciso dalla moglie, per vedere l’esaltazione di sua figlia. Vennero Israele e gli antenati, Isaia e i suoi compagni… I profeti assieme ai patriarchi, gli apostoli con i pastori… Durante la sua vita visse morta al mondo e, morendo, richiamò i morti alla vita. I profeti sono usciti dai loro sepolcri, ed i patriarchi dalle loro tombe…”. E seguendo la descrizione quasi iconografica prosegue: “Lei fu portata sulle nubi ed esaltata fra gli spiriti, per ricevere la lode immortale per tutta l’eternità”. E l’autore si trattiene quasi in ogni dettaglio a descrivere la liturgia che è celeste e terrestre allo stesso tempo, attorno al transito di Maria; liturgia celebrata dagli angeli e dagli uomini, dai profeti e dagli apostoli, dalla creazione intera, a lode di Maria e di Cristo stesso; sono delle strofe in cui Giorgio adopera delle immagini molto belle e toccanti come quella della pioggia che invidia il grembo di Maria: “Il firmamento e le nubi piegarono le ginocchia, ed i fulmini si unirono ai tuoni per irradiare il suo splendore e diffondere la gloria di suo Figlio. La pioggia e la rugiada invidiarono il suo grembo perché, mentre loro nutrono solo semi della terra, esso ebbe l’onore di nutrire il Creatore dei semi. Le stelle la adorarono, il sole e la luna si inchinarono davanti a lei. Il cielo la proclamò beata, il cielo dei cieli la professò sorella”. Quindi a partire dalla descrizione fatta nella tradizione apocrifa della festa, il poeta, accanto alla liturgia celeste colloca anche quella terrestre, con la presenza dei Dodici accanto al letto funebre di Maria: “Fra gli apostoli alcuni erano già morti, gli altri erano in vita ma lontani. I morti sono risuscitati, e quelli lontani si assembrarono, alla sua morte”. Liturgia celeste e terrestre celebrata dagli angeli e dagli apostoli che diventano, con Maria, intercessori per tutti gli uomini: “Gli apostoli, in processione, portarono il suo corpo, i profeti ed i sacerdoti scortarono la sua bara. Gli angeli intrecciarono corone e le bocche ignee le resero omaggio. E nel momento del suo transito, la sua intercessione venne in aiuto agli afflitti. I malati e le anime sofferenti furono esauditi all’invocazione del suo grande nome”. 
E Giorgio Warda conclude il secondo dei suoi inni con una lunga serie di beatitudini a Maria, che sono un canto all’incarnazione in lei del Verbo di Dio: “Beata sei, o Vergine fidanzata, o donna che hai generato un figlio… Beata sei, o madre senza padre, il cui Figlio non ebbe padre tra i mortali! Beata sei, o terra, nella quale si formò e in cui abitò, incarnandosi, il Dio di Adamo. Beata sei, o città dell’Altissimo e tabernacolo del Figlio del Creatore. Beata sei, o cielo terrestre che hanno invidiato le acque di sopra i cieli. Beata sei, tu, per la quale fu ristabilita per Adamo e la sua discendenza la salvezza eterna!”.
E come troviamo spesso tra gli innografi cristiani, anche Giorgio chiede alla fine dei suoi inni l’intercessione e la preghiera di Maria: “Per me, che sono di tutti gli uomini il più peccatore, e per tutto il popolo che celebra la Tua festa, chiedi il perdono e la remissione dei peccati, o Tu, il cui Figlio regna nella gloria eterna. Amen”.

P. Manuel Nin, Pontificio Collegio Greco, Roma.

lunedì 10 agosto 2015

Dalla Chiesa Greco-Cattolica Romena


Eretta la Procura della Chiesa Greco-Cattolica Romena presso la Sede Apostolica e nomina del Procuratore



            In seguito alla richiesta fatta da Sua Beatitudine il Cardinale Lucian Mureșan, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Greco-Cattolica Romena, la Congregazione per le Chiese Orientali ha eretto con Decreto n. 77/2015 la Procura della Chiesa Greco-Cattolica Romena presso la Sede Apostolica, con sede a Roma, in via Passeggiata del Gianicolo, 5.
           
Dopo aver ricevuto il previo assenso dal Romano Pontefice, Sua Beatitudine il Cardinale Lucian Mureșan, ha proceduto alla nomina di un suo Procuratore presso la Sede Apostolica, nominado il Rev. Padre Dott. Gabriel Vasile Buboi, dal clero dell'Eparchia di Lugoj e già Rettore del Pontificio Collegio Pio Romeno.
            
Secondo il canone 61 del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium, la figura giuridica del Procuratore presso la Sede Apostolica, personaliter constituti  rappresenta la medesima Autorità presso le istituzioni della Santa Sede, ed in virtù del mandato di procura, adempirà in nome dell'Arcivescovo Maggiore le varie questioni in relazione ai Dicasteri della Curia Romana.

Traduzione dal romeno: Liviu Ursu


Fonte: e-communio.ro

venerdì 7 agosto 2015

Perchè c'è un digiuno per la Dormizione ?



St. John the Forerunner Antiochian Orthodox Church







Sarebbe un grossolano eufemismo dire che è stato scritto molto circa la festa della Dormizione della Theotokos. È stato scritto ancora molto poco sul digiuno che lo precede. Ogni cristiano ortodosso è consapevole e in genere conosce la ragione dietro i digiuni per Pasqua e Natale. Ma mentre possono sapere del Digiuno della Dormizione, è da notare che alcuni non osservano questo digiuno, e molti di più domandano il motivo per cui c’è, non capendo il suo scopo. Dato l’equivoco dilagante sullo scopo del digiuno in sé, un aggiornamento sul suo obiettivo è sempre una buona idea. Vi è la percezione che dobbiamo digiunare quando vogliamo qualcosa, come se l’atto del digiuno soddisfacesse Dio in qualche modo, e vedere noi “soffrire” gli facesse concedere la nostra richiesta. Nulla può essere più lontano dalla verità.
Il digiuno è gradito a Dio?
Non è il nostro digiuno che piace a Dio, sono i frutti del nostro digiuno (purché digiuniamo con animo retto insieme con l’elemosina e la preghiera, e non facciamo solo dieta) che gli piacciono.
1) Digiuniamo, non per ottenere ciò che vogliamo, ma per prepararci a ricevere ciò che Dio vuole darci.
2) Lo scopo del digiuno è di portarci più in linea con un’altra Maria, la sorella di Lazzaro, e lontano dalla loro sorella Marta, che nel famoso brano era “ansiosa e agitata per molte cose”.
3) Il digiuno ha lo scopo di portarci alla realizzazione di “una cosa indispensabile”. È per aiutarci a mettere Dio al primo posto e i nostri desideri al secondo, se non l’ultimo. Come tale, serve a prepararci ad essere strumenti della volontà di Dio, come Mosè nella sua fuga dall’Egitto e sul monte Sinai, così come anche nostro Signore ha digiunato nel deserto. Il digiuno ci allontana da noi stessi e ci volge verso Dio.
4) Digiunare durante la Quaresima della Dormizione ci aiuta a diventare come la Theotokos, una serva obbediente a Dio, che ha ascoltato la Sua Parola e la ha messa in pratica meglio di chiunque altro lo abbia fatto o potuto fare.
Allora perché facciamo il digiuno prima della Dormizione?
In una famiglia molto unita, la notizia che la sua matriarca è sul letto di morte porta la vita normale ad una battuta d’arresto. D’altronde, le cose importanti (feste, TV, lussi, desideri personali) diventano poco importanti; la vita viene a ruotare intorno alla matriarca morente. È lo stesso nella famiglia ortodossa, la notizia che la nostra matriarca è sul letto di morte, non poteva (o almeno non dovrebbe) avere un effetto diverso da quello appena detto.
La Chiesa, attraverso l’ufficiatura della Paraclisis, ci dà l’opportunità di andare a quel letto di morte e di elogiare e supplicare la donna che ha portato Dio, la nave della nostra salvezza e nostra principale avvocata presso il Suo trono divino.
L’ufficiatura della Paraclisis
L’ufficio della Paraclisis alla Theotokos è composto da inni di supplica per ottenere conforto e coraggio. Dovrebbe essere recitato nei momenti di tentazione, scoraggiamento o di malattia. Viene utilizzato in particolare durante le due settimane prima della Dormizione, o Assunzione, della Theotokos, dall’1 agosto al 14 agosto. Il tema di questo ufficio della Paraclisis è incentrato intorno alla supplica: “Santissima Madre di Dio, salvaci!”. Se avete un problema o se qualcosa grava sulla vostra anima, se vi sentite spiritualmente a disagio e se non siete in pace con voi stessi e con chi vi circonda, allora, dovreste andare alla Chiesa durante i primi quindici giorni di agosto e chiedere l’intercessione della Madre di Dio. Anche se siete abbastanza fortunati da essere tra quei pochissimi che sono in pace con se stessi e con Dio, allora qual beati dovreste venire a questi uffici e ringraziare Dio e la Sua Madre Santissima per le benedizioni che hanno concesso a voi e alla vostra famiglia. Poiché queste ufficiature della Paraclisis alla Theotokos sono principalmente una supplica per il benessere dei vivi, fate che tutta la Chiesa preghi per voi durante i primi quindici giorni di agosto e soprattutto nella grande festa della Dormizione della Madre di Dio il 15 agosto. Non lasciate che la pigrizia e la vostra apatia vi facciano perdere questa grande benedizione e l’ispirazione che la Chiesa può dare su di voi. E la pace e la santità che solo la Madre di Dio può dare fate che entrino nella vostra vita. “Cerchiamo di mettere da parte tutte le preoccupazioni terrene”, e di farci veramente, nel corso di questi quindici giorni, partecipi della vita di digiuno e di preghiera della Chiesa, in modo da poter “Gustare e vedere quanto è buono il Signore”e così che possiamo pienamente sperimentare le benedizioni spirituali che la Chiesa ci offre in questo tempo santo. “Benedetto colui che egli troverà vigilante”. Venite a pregare la Madre di Dio con noi e con la Chiesa e per le sue preghiere e intercessioni, possano essere salvate le nostre anime!
Osservare il Digiuno della Dormizione
Il digiuno, nel suo senso pieno (astensione dal cibo, dai cattivi pensieri, da azioni e desideri) realizza questo. Meno tempo libero in svaghi o altre occupazioni lascia più tempo per la preghiera e la riflessione su Colei che ci ha dato Cristo, ed è divenuta la prima e più grande cristiana. Riflettendo su di lei e la sua vita incomparabile, vediamo un modello di vita cristiana, che incarna la risposta di Cristo alla donna che ha affermato che Maria era beata perché lo aveva portato: Beati piuttosto coloro che ascoltano la Sua parola e la custodiscono. Maria ha fatto meglio di chiunque altro.

Padre Thomas Hopko ha osservato, Ella ha ascoltato la parola di Dio e l’ha messa in pratica così bene, che tra tutte le donne della storia è stata scelta non solo per ascoltare la Sua Parola, ma per dargli la vita. Così mentre digiuniamo nella contemplazione della sua vita, allo stesso tempo ci prepariamo a vivere una vita a imitazione di lei. Questo è lo scopo del Digiuno della Dormizione.
Quando si avvicinava l’assunzione del tuo corpo senza macchia, gli Apostoli fissando il tuo letto, ti guardavano con tremore. Alcuni contemplato il tuo corpo erano stati abbagliati, ma Pietro a te gridava in lacrime, dicendo: ti vedo con chiarezza, o Vergine, distesa, o vita di tutti, e mi stupisco. Tu, o incontaminata, in cui la beatitudine della vita futura ha abitato, imploro il tuo Figlio e Dio di conservare indenne il tuo popolo.
www.tradizione.oodegr.com

L'ufficiatura della Paraklisis




L'ufficio della Paraclisis alla Theotokos è composto da inni di supplica per ottenere conforto e coraggio. Dovrebbe essere recitato nei momenti di tentazione, scoraggiamento o di malattia. Viene utilizzato in particolare durante le due settimane prima della Dormizione, o Assunzione, della Theotokos, dall’1 agosto al 14 agosto. Il tema di questo ufficio della Paraclisis è incentrato intorno alla supplica: “Santissima Madre di Dio, salvaci!”. Se avete un problema o se qualcosa grava sulla vosra anima, se vi sentite spiritualmente a disagio e se non siete in pace con voi stessi e con chi vi circonda, allora, dovreste andare alla Chiesa durante i primi quindici giorni di agosto e chiedere l’intercessione della Madre di Dio. Anche se siete abbastanza fortunati da essere tra quei pochissimi che sono in pace con se stessi e con Dio, allora qual beati dovreste venire a questi uffici e ringraziare Dio e la Sua Madre Santissima per le benedizioni che hanno concesso a voi e alla vostra famiglia, Poiché queste ufficiature della Paraclisis alla Theotokos sono principalmente una supplica per il benessere dei vivi, fate che tutta la Chiesa preghi per voi durante i primi quindici giorni di agosto e soprattutto nella grande festa della Dormizione della Madre di Dio il 15 agosto. Non lasciate che la pigrizia e la vostra apatia vi facciano perdere questa grande benedizione e l’ispirazione che la Chiesa può dare su di voi. E la pace e la santità che solo la Madre di Dio può dare fate che entrino nella vostra vita. “Cerchiamo di mettere da parte tutte le preoccupazioni terrene”, e di farci veramente, nel corso di questi quindici giorni, partecipi della vita di digiuno e di preghiera della Chiesa, in modo da poter “Gustare e vedere quanto è buono il Signore” e così che possiamo pienamente sperimentare le benedizioni spirituali che la Chiesa ci offre in questo tempo santo. “Benedetto colui che egli troverà vigilante”. Venite a pregare la Madre di Dio con noi e con la Chiesa e per le sue preghiere e intercessioni, possano essere salvate le nostre anime!